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RIABILITAZIONE NELLA ROTTURA DEL MENISCO

ROTTURA DEL MENISCO: EFFICACIA DEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO IN ACQUA

NON SEMPRE È NECESSARIO INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE. IL CONCETTO ATTUALE È QUELLO DI PRESERVARE LE STRUTTURE CHE POSSONO “FARCELA DA SOLE”: COSÌ, QUANDO È POSSIBILE, SI TENDE A OPTARE PER UN TRATTAMENTO CONSERVATIVO. E LE ATTIVITÀ IN ACQUA SONO PARTICOLARMENTE VANTAGGIOSE

Dott. Umberto Borino

di UMBERTO BORINO - u.borino@alice.it
Dottore in Scienze Motorie, preparatore atletico professionista, chinesiologo certificato, riabilitatore U.C. Sampdoria, titolare del Centro Attività Motorie di Domodossola.

I menischi sono fibrocartilagini situati all’interno di alcune articolazioni del corpo umano. I più noti sono quelli del ginocchio: uno interno o mediale, a forma di C, l’altro esterno o laterale, con una forma più rotondeggiante. La loro funzione è quella di ammortizzare il carico e di contribuire a stabilizzare il ginocchio.

La lesione del menisco mediale è circa 5 volte più frequente rispetto a quella del menisco laterale.

Esercizi in acqua profonda svolti con l'utilizzo della zattera ideata per l'acquaticità infantile (Flower Baby Carpet)

LA ROTTURA DEL MENISCO AVVIENE SEMPRE PER UN TRAUMA DISTORSIVO DEL GINOCCHIO?
No. Vi sono lesioni da usura non riconducibili ad un evento traumatico. Esse colpiscono i soggetti “over 40” nei quali predominano condizioni di tipo degenerativo.

UNA ROTTURA MENISCALE VA SEMPRE TRATTATA CHIRURGICAMENTE?

No, tutte le cosiddette lesioni murali, cioè della parte più periferica dello stesso menisco, sono suscettibili di possibilità auto riparative, perché quest’area è vascolarizzata e si può formare una cicatrice anatomicamente valida. In alcuni casi ci vuole del tempo, ma la risoluzione del caso non è necessariamente chirurgica.

PERCHÉ IL LAVORO IN ACQUA È CONSIDERATO VANTAGGIOSO NEL PERCORSO DI RECUPERO?
L’acqua è in grado di ridurre i limiti funzionali quando si soffre di disturbi motori, perché sostiene gran parte del peso corporeo. Il calore dell’acqua (32°-34°) ha un effetto analgesico, infatti innalza la soglia di sensibilità al dolore, determinando anche una sedazione generale e un rilassamento muscolare, con il risultato di favorire movimenti e posture che a secco sarebbero improponibili. Tutto ciò libera la mente da paure o insicurezze dovute al timore di sentire dolore e, pertanto, si possono riprendere in tempi più brevi i movimenti della vita quotidiana prima e dell’attività atletica dopo.

Favorire movimenti e posture che a secco sarebbero improponibili

COME VA GESTITA LA RIPRESA FUNZIONALE DOPO LA DIAGNOSI DEL MEDICO E LA SUA INDICAZIONE DI NON OPERARE?
Con attenzione, puntando inizialmente sul pieno recupero articolare e propriocettivo, per passare, poi, in modo graduale, al recupero muscolare. Spesso si sbaglia ad esagerare i carichi di lavoro, per abbreviare i tempi di recupero. Le dosi devono essere modulate in modo opportuno, valutando le singole caratteristiche del soggetto, atleta e non.

QUALI ATTIVITÀ DOVREBBE COMPRENDERE UN POSSIBILE PROTOCOLLO DI ESERCIZI?
Oltre al nuoto, bisogna prevedere attività motorie che comprendano modalità di movimento con e senza l’uso di piccoli e grandi attrezzi, ideati e realizzati per l’acqua, in grado di differenziare i movimenti e di rispondere alle esigenze del soggetto.

Attrezzi Aqquatix utilizzati per la riabilitazione in acqua

Possiamo distinguere:

1. Attività in acqua profonda (senza impatto), per la riduzione del carico articolare:

• Corsa con l’uso della cintura galleggiante (foto 1), prima senza e poi con pinne;
• Pedalata dorsale (foto 2), prima senza e poi con pinne;
• Articolarità per il recupero dei movimenti di flessione, estensione, adduzione, abduzione, intra-extra rotazione.

2. Attività in acqua media (con impatto), utile per il rinforzo propriocettivo e muscolare, perché consente maggiori punti di appoggio:

• Andature avanti, laterali, all’indietro, con l’uso di resistenze galleggianti e non;
• Uso di grandi attrezzi: Galaxy Aquabike (foto 3), Aquatreadmill (foto 4), step, tappeto elastico (foto 5).

UN EVENTUALE INSUCCESSO DEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO, RENDE CONSIGLIABILE L'INDICAZIONE CHIRURGICA. IN TAL CASO, IL LAVORO SVOLTO IN ACQUA È STATO INUTILE?
Assolutamente no! I miglioramenti ottenuti (articolari, muscolari e propriocettivi) permettono di presentarsi all'intervento chirurgico nelle migliori condizioni fisiche. Infatti, è sempre consigliabile far precedere l'operazione da una fase preparatoria di attività motoria mirata. Per facilitare l’ambientamento ai soggetti che non hanno una buona acquaticità, gli esercizi in acqua profonda possono essere svolti utilizzando la zattera ideata per l’acquaticità infantile (foto 6) pedalata dorsale o corsa (foto principale)