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REHAB, PREVENZIONE E BENESSERE IN ACQUA

REHAB, PREVENZIONE E BENESSERE IN ACQUA

Tre dei più competenti esperti in ambito riabilitativo e salute indicano come interpretare al meglio l’esperienza acquatica riservata ad ogni paziente o allievo con patologie croniche ancorchè lievi o, semplicemente, in chiave preventiva

Con riferimento a VAS, da tempo avete saputo valorizzare l’acqua come contesto ideale per la salute e il recupero di pazienti o clienti delle piscine. In che modo deve essere considerata la piscina nella proposta di ogni singolo paziente o allievo secondo la vostra esperienza molto trasversale che va dal campione alla persona comune?

Malgrado la diffusione degli sport natatori e del fitness acquatico, per molte persone l’acqua rappresenta ancora una barriera, un ostacolo. Parecchi pazienti a cui propongo un percorso riabilitativo in vasca rispondono semplicemente che non sanno nuotare o che non si trovano a loro agio. Credo che VAS possa essere un’ ulteriore soluzione per avvicinare persone e pazienti all’ambiente acquatico e quindi trovare soluzioni ottimali in termini di riabilitazione o benessere.

In acqua la persona può vivere un’esperienza unica di leggerezza e facilità, con un miglior controllo della fatica e dei movimenti. Grazie alle sue principali caratteristiche, l’ambiente acquatico dovrebbe avere la priorità in tutti i percorsi di salute rivolti ad ogni fascia d’età.

Le proposte di attività in acqua sono ormai un’opzione codificata nell’ambito di protocolli riabilitativi soprattutto dello sportivo (ma non solo), permettendo di iniziare mobilizzazioni ed esercitazioni motorie più o meno specifiche in tempi brevi e in situazione di scarico meccanico e di relativa sicurezza. Inoltre favoriscono la presa in carco di pazienti che hanno problematiche particolari (es. disturbi dell’equilibrio) e che trovano nell’ambiente acquatico una situazione favorevole.

Per quali patologie o a seguito di quali operazioni chirurgiche suggerite protocolli che aiutino ad un recupero o alla cura del problema, finanche alla prevenzione?

Tutte le patologie che hanno comportato una riduzione della mobilità articolare. La riduzione della gravità e quindi la mancanza della paura di cadere, la temperatura ideale, la resistenza relativa dell’acqua, sono elementi facilitatori in un percorso riabilitativo. Esistono cerotti impermeabili che consentono di entrare in acqua anche il giorno dopo l’intervento.

l lavoro in acqua rappresenta il principale trattamento sia nel post-operatorio di tutti i distretti corporei, che nei percorsi preventivi e conservativi. Risulta particolarmente utile, inoltre, nelle più diffuse patologie della colonna vertebrale.

Per il post-chirurgico o il post-traumatico: ricostruzione LCA, protesi anca e ginocchio, traumi distorsivi caviglia e ginocchio, ricostruzione tendine di Achille, fasciti plantari etc. Inoltre esiti di ictus e patologie degenerative neurologiche come sclerosi multipla, Parkinson etc.