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LA PERSONALIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO FRA MONITORAGGI E SALUTE

LA PERSONALIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO FRA MONITORAGGI E SALUTE - 1a parte

L’acqua è il contesto ideale per allenamenti e protocolli mirati che, grazie anche alla tecnologia, permettono personalizzazioni rigorose, con effetti su fidelizzazione e avvicinamento alla piscina dei troppi inattivi

L’esercizio fisico proposto e praticato in modo corretto ed individualizzato rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la salute e la qualità della vita di una popolazione progressivamente più anziana e meno attiva.

Purtroppo non più del 15% degli Italiani frequentano i centri sportivi o si dedicano al movimento; spesso, inoltre, lo fanno in modo scorretto, inadeguato e dannoso per la loro salute.

In questo contesto il “mezzo acqua vissuto in verticale” costituisce una proposta ed uno strumento con enormi potenzialità, ancora poco conosciuto e sfruttato.

La Teoria dell’Allenamento Sportivo ci insegna che qualsiasi programma di esercizio fisico, per risultare efficace, deve rispettare tre principi fondamentali: l’INDIVIDUALITÀ, la GRADUALITÀ e la CONTINUITÀ. La capacità di “individualizzare la proposta allenante” in funzione dei bisogni, delle capacità ed eventualmente delle patologie e dei fattori di rischio che caratterizzano ciascun soggetto è dunque un aspetto chiave di qualsiasi attività si voglia proporre, un elemento fondamentale per migliorare il livello di salute e di benessere del cliente, la chiave per fidelizzare chi già frequenta il nostro centro e soprattutto per attrarre tutti coloro che non trovano una risposta adeguata ai loro bisogni.

In particolare, risulta necessario adeguare l’intensità e la durata delle esercitazioni allo specifico obiettivo dei soggetti coinvolti ed alle diverse risposte di ciascun organismo; correlare il CARICO ESTERNO proposto al CARICO INTERNO determinato. Questo obiettivo è perseguibile esclusivamente valutando e monitorando nel tempo il parametro “Frequenza Cardiaca”.

Noi ci muoviamo, infatti, attraverso la contrazione\decontrazione coordinata e sinergica dei diversi gruppi muscolari. L’energia necessaria all’attività muscolare deriva in gran parte dalla ossidazione di zuccheri, grassi e proteine. L’intensità di un esercizio è quindi direttamente correlata al consumo di ossigeno. L’ossigeno, d’altra parte, raggiunge i muscoli trasportato dal sangue, all’interno dei globuli rossi. La quantità di sangue e di ossigeno disponibile dipende dalla forza e soprattutto dalla frequenza con cui si contrae il muscolo cardiaco. L’intensità di un esercizio ed il consumo di ossigeno sono, quindi, direttamente correlati alla frequenza cardiaca.

Potrebbe essere utile integrare queste considerazioni con un disegno che richiami la fisiologia dell’attività cardiaca e della funzionalità muscolare.

L’allenamento in acqua in verticale, a corpo libero o con l’ausilio dei piccoli o dei grandi attrezzi appare di grande importanza in particolare per tre categorie di persone:

  • Soggetti obesi od in forte sovrappeso che necessitano di un’attività fisica continuativa per ottimizzare gli effetti di una dieta e faticano a muoversi a secco.
  • Soggetti affetti da patologie croniche a livello muscolo scheletrico che desiderano prevenire il peggioramento delle loro problematiche, ridurre il decadimento del tono muscolare tipico dell’invecchiamento o mantenere un elevata efficienza del sistema cardiovascolare.
  • Soggetti colpiti da una patologia acuta a livello muscolo scheletrico (ad esempio gli atleti infortunati) che desiderano accelerare il recupero ed il ritorno ad una condizione di totale efficienza organica.