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LA NUOVA IDEA DI ATTIVITÀ IN ACQUA

Stefano Candidoni

Stefano Candidoni - Docente EAA

Il significato di innovare, ridiscutendo paradigmi sedimentatisi nei decenni e ritenuti intoccabili: è l’unica soluzione per rilanciare le nostre piscine e portare in acqua persone che ad essa non avrebbero mai pensato prima di vivere un’esperienza ben programmata e personalizzata.

Prendi un assolato pomeriggio di piena estate, in un impianto acquatico estivo ricco di attrazioni e divertimento. Aggiungi la volontà del gestore di mettere in piedi delle prove di VAS (Vertical Aquatic Styles) per persone che non conoscono questo modo di approcciare l’attività in acqua. Condisci tutto con la presenza di professionisti del movimento e l’utilizzo di attrezzi acquatici di nuova generazione, e avrai servito un eccellente piatto per trascorrere del tempo insieme, in allegria, facendo attività corretta e su misura.

Cosa c’è di nuovo in tutto questo?

L’istruttore, capace di interpretare evoluzione di servizio, tecnologica e aggiornamento costante è la guida per portare chiunque in piscina.

A vedere con superficialità, nulla. Noi siamo invece convinti che ci sia tanto di innovativo. La sfida vera era quella di “prendere per mano”, letteralmente, avventori casuali del parco acquatico e far loro provare qualcosa di diverso. Anche questo potrebbe sembrare un già fatto. In realtà questa iniziativa era stata pubblicizzata da tempo nell’impianto, veniva suggerita la prenotazione per evitare di attendere o rimanere fuori. Ma il risultato, in termini di iscrizioni preventive, non era stato all’altezza delle aspettative. La differenza l’ha fatta proprio questa situazione, abbiamo avuto così la possibilità/necessità di invitare tante persone che, siamo sicuri, non avrebbero mai scelto volontariamente di partecipare al Circuit. Mai come in questo caso, “prendere per mano” ha avuto il senso vero dell’azione, con tanta cortesia, e altrettanta decisione, li abbiamo guidati a svolgere circa 20 minuti di attività. Dopo tanti anni di esperienza, non è stato facile ammettere che se non avessimo “fatto”, non solo programmato e ottimamente pubblicizzato, quelle persone non avrebbero mai provato questa esperienza nuova, coinvolgente, facile, appagante. 

Sono persone facenti parte della platea che non riusciamo ad attrarre, tutti quelli che i numeri ci dicono che non frequentano gli impianti natatori nella stagione invernale. Di chi stiamo parlando? Di tante persone, di ogni caratteristica fisica e apparente stato di allenamento: dalla signora su con l’età (con paura dell’acqua), sicuramente non allenata, al ragazzo giovane, guineiano, molto prestante e decisamente allenato, passando da tante altre tipologie di partecipanti. Questa è una vera sfida, stimolante e innovativa: preparare un’idea di lezione da proporre, ma modificarla opportunamente quando siamo davanti alle persone. Ognuno doveva comunque trovare la propria dimensione, sentirsi adeguato, non giudicato, senza confronti con altri. Abbiamo così condiviso che questi passaggi rappresentano veramente uno spartiacque per tantissimi soggetti che non si avvicinano all’attività fisica, nemmeno quando viene presentata in modo accattivante. Ci siamo trovati difronte alla forza del detto “provare per credere”, al sorriso finale di tutti i partecipanti che si sono sentiti soddisfatti.

“Non mi aspettavo questo ma è stato bellissimo, meraviglioso, non volevo più smettere”.

La testimonianza a caldo di un cliente che mai aveva fatto questa attività è la migliore conferma di quanto stiamo dicendo e avevamo cercato in quella giornata.

Non si improvvisa nulla, ancor più in fase di cambiamento - contano formazione, condivisione, innovazione, programmazione

Che cosa abbiamo fatto? Un esempio di Circuit Training. Tre stazioni, tutte con attrezzi di nuova generazione. Noi intendiamo la nuova generazione come quella dove gli attrezzi sono più polivalenti possibile, dove si possono operare variazioni immediate per modulare gli esercizi non in funzione solamente di quanto è stato impostato dall’istruttore, ma soprattutto in funzione delle capacità dei clienti.

Cosa c’è di innovativo in questo? Tantissimo! Sentiamo parlare del Circuit Training in modo molto tecnico, specifico. Forma di allenamento complessa che richiede preparazione, spazio, clienti di un certo tipo, capacità di base. Abbiamo dimostrato a noi stessi che, di tutto ciò, sicuramente l’aspetto irrinunciabile è solo quello della preparazione, per non improvvisare, per non trovarsi nella condizione di non dare feedback corretti al momento giusto. Dopodiché, nella stessa lezione, avevamo persone così differenti tra loro che facevamo fatica ad immaginare un contesto più variegato. Non pensiamo di aver snaturato nulla di questo fondamentale metodo di allenamento, lo abbiamo solo realizzato, in diretta, a misura dei partecipanti, guidandoli in modo continuo e personalizzato pur essendo in 6 contemporaneamente.

 

Aquabike, display, aqua circuit sono ideali anche per clientela maschile, spesso non appassionabile al fitness acquatico di venti anni fa

Ultima, ma non ultima per importanza, la musica. Non ruotava tutto intorno ad essa, era solo di sottofondo, un piacevole sentire per le orecchie dei partecipanti, molto attente in particolare alle indicazioni dell’istruttore.

Cosa c’è di nuovo? C’è di nuovo che impostare un ritmo di musica che guida il tempo degli esercizi è profondamente sbagliato quando in acqua abbiamo persone che non conosciamo, con differenti capacità di esprimere forza, velocità e resistenza. Il prezzo che si paga nello standardizzare il tempo del movimento, in questo caso, è farlo male, non utilizzare l’acqua, non contestualizzare al meglio l’ambiente nel quale ci si trova.

È stata un’esperienza davvero istruttiva, pienamente correlata al mondo VAS di cui vorremmo una diffusione planetaria.

Prendere per mano e prestare ascolto è un approccio non sempre scontato ed è ancor più decisivo in questa fase