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FELICI DI STARE BENE!

FELICI DI STARE BENE! La motivazione sta nella percezione di sentirsi meglio; e la tecnologia aiuta.

Prima parte

Diventa sempre più complesso ed impegnativo riuscire a posizionarsi efficacemente nel “mercato acquatico e wellness” in continua evoluzione, sia dal lato della domanda (target socio- demografico, segmenti e nicchie, profilo motivazionale degli utenti, propensione alla spesa in contrazione, sensibilità crescente sul tema della salute, a fronte di un sistema nazionale welfare sempre più vulnerabile e deficitario) che dell’offerta (competitor crescenti come numero - format -proposte - aggressività di pricing).

Di conseguenza, la sfida imprenditoriale più impegnativa è riuscire a penetrare nuovi mercati incrementando la fidelizzazione ed il valore medio di spesa, per riuscire a remunerare opportunamente gli investimenti necessari per crescere -strutturali, organizzativi, tecnologici, innovativi, perseguendo la marginalità appropriata, primo indicatore di salute di qualunque impresa.

La mia esperienza di ricerca innovativa, a fianco di molti operatori e professionisti del settore, mi stimola ad intercettare nuove opportunità di business, concrete e strategiche, che consentano di creare quelle fondamenta solide per garantire la crescita strutturale delle 3 R che riassumono quindi i parametri più importanti: Redditività (Mol), Ritorno degli investimenti (Roi), Reputazione (Brand Reputation).

La prospettiva più concreta che ho individuato è riuscire ad intercettare quello che definisco il “mercato del Valore” uscendo dalla concorrenza anonima (relativa ai servizi definiti “commodity”, ovvero standard e basici, senza differenziazione, a prezzi competitivi o calmierati) e scegliendo strategie di innovazione legate alla Salute.

La vitalità fisica e mentale, la longevità, la percezione di sentirsi bene sono bisogni sempre più rilevanti per fasce sempre più estese della popolazione (trend demografico) e vissute come bene primario più vulnerabile e prezioso nello stile di vita contemporaneo, iper-sollecitato da stimoli negativi alcuni dei quali sono alimentazione, stress, sedentarietà, inquinamento, solitudine, abitudini compulsive e dipendenze.

Nello specifico, il trend demografico intercetta nel segmento “baby boomers” (generazione nati dal 1947 al ‘64) quella fascia di popolazione quantitativamente più significativa e più sensibile al bisogno di salute: sintomi, disturbi e patologie collegate all’invecchiamento, necessità di sopperire alle carenze e costi crescenti dell’assistenza sanitaria, paura dell’impatto psico-sociale legato al rischio di perdita della propria autonomia vitale e mobilità, crescente carenza di supporto familiare o affettivo nella fase più delicata della terza età e senescenza, percezione di solitudine e precarietà esistenziale, solitudine emotiva ed affettiva…

Gli aspetti psico-sociali connessi ai bisogni latenti di questo importante segmento di mercato diventano strategici per chi desidera valutare una strategia di posizionamento innovativo: gli ultracinquantenni Italiani sono attualmente stimati oltre il 44% della popolazione, oltre 20 milioni di potenziali utenti sensibili alla salute di età tra i 50 e 75 anni - fonte Istat 2016.

La mia riflessione invita tutti noi a credere nel Progetto Salute come stimolo per incrementare la Gioia di vivere (di fatto Felicità) e gustarsi di più l’esperienza di BEN-ESSERE come dimensione vitale da recuperare quotidianamente.

Sono convinto che sia una grande meravigliosa opportunità invitare, insegnare, educare, incoraggiare più persone possibile a godere del piacere di sentirsi più vivi, più energetici, dinamici e “più amici di se stessi dentro”, volendosi più bene, muovendosi consapevolmente e per il PIACERE di farlo, con gioia anche se inizialmente mossi dal senso del dovere; per riscoprirsi più in armonia con la vita anche a livello mentale, non solo fisico.

Quindi mossi inizialmente dal desiderio di più tono, più forza, più “forma” (in inglese Fit) per assaporare un poco alla volta le variabili più motivanti e durature per adottare un nuovo stile di vita desiderato e mantenuto: più grinta, più ottimismo, più buon umore, più mobilità, più sicurezza, più autostima, più gioia!

Sono convinto che in acqua non solo sia possibile, ma possa addirittura diventare più facile. A una condizione: INNOVARE. Innovare l’approccio con il movimento in acqua, con la percezione, l’intensità e la consapevolezza appropriata dell’incremento del Fiato e della Forza insieme. L’organismo, specie nelle persone over 50, ha crescente bisogno di stimoli vitali completi e sinergici su tutti e due i fronti, includendo anche la terza F: Flessibilità.

Desidero ispirarmi in queste riflessioni sull’innovazione strategica ad un documento pubblicato recentemente (2018) dal Ministero della Salute che definisce “le linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età della popolazione”. In realtà approfondisce gli accorgimenti più appropriati con riferimento a situazioni fisiologiche e patologiche, individuando anche sottogruppi specifici di popolazione (disabili, donne in gravidanza, persone trapiantate, obesi, diabetici etc.)

Ho letto il documento con curiosità, verificando che recepisce recenti disposizioni dell’OMS, e ho apprezzato alcuni accorgimenti “motivazionali” enunciati in diverse sezioni e che fanno riferimento ai principi fondamentali della Promozione della Salute, in cui mi sono specializzato nel primo Master in Italia presso l’università di Siena nel 1998. Colgo l’occasione di evidenziarne l’importanza e le potenzialità straordinarie, proponendovi alcune riflessioni che attingono, oltre che ai miei studi, anche alla mia esperienza e “sperimentazione sul campo”, a fianco di tanti operatori e professionisti del settore. In palestra ed in ACQUA.

L’assunto fondamentale è che il movimento, per risultare veramente efficace e salutare, deve essere INTEGRATO: FIATO E FORZA INSIEME!

L’organismo, per STARE BENE, necessita di stimoli appropriati sia a livello cardiovascolare (fiato) che di contrazione muscolare (forza); solo così può trarre il massimo beneficio dai programmi di esercizio fisico regolare.

Edoardo Cognonato

La seconda parte nel prossimo numero di HA&W